Oniri sismi…fasi del sonno: recensione di Liliana Russo

Tre titoli ad ognuno dei quali sono assegnati due immagini .

Eseguendo la moltiplicazioni di due immagini per tre, quanti sono i titoli otterremo il risultato di sei .
Se per ogni titolo, invece, consideriamo le immagini l’una complementare dell’altra immagine, otterremo come risultato nuovamente il numero tre, ognuno dei quali riconducibili all’ermetismo, contenuto in ogni titolo, dove per ermetismo l’autrice vuole rivelarci il ”perfettamente chiuso” nella “lirica” della prosa che rimanda nell’espressività delle immagini la potenza evocativa, arcana e misteriosa , nascosta nello scrigno dell’animo .
Tre fasi , dunque, sei passaggi ,distribuiti in tre coppie di elaborazioni  visive in un “automatismo psichico” svincolato da quelle regole e quei ragionamenti che ingabbiano l’arte nello spazio di un tempo predefinito.
L’impostazione della composizione artistica potrebbe, così, essere pensata come il risultato di una ricerca , di fatto così non è, anche se viene elaborata attraverso passaggi visivi con impasti cromatici volutamente riprodotti sotto forma di dimostrazione speculativa.
In Oniri sismi la sperimentazione non è ricerca e la speculazione , intesa come bagaglio di conoscenza è trascinata, in quest’opera geniale, come in un fiume in piena per diventare il getto istintivo della fluidità creativa e della sua capacità di rinnovarsi nel ciclo e riciclo del suo percorso: il rinnovo trascina la novità , nuove vibrazioni le cui scosse energetiche, i sismi , sono in grado di elevarsi e produrre le frequenze di nuove onde con i diversi livelli di coscienza e di incoscienza.
Il testo assegnato costituisce il parallelismo letterario del quadro visivo e , al contempo, la complementarietà invitandoci a scoprire l’imperfezione che diventa arte, la musicalità nelle parole e nella visione delle onde riprodotte nei vari passaggi, la suggestione tridimensionale suscitata dal movimento a spirale che spinge il fruitore a compiere un salto nell’infinito dell’immaginazione.
Forme e colore diventano opere di invenzione reale, poiché dal reale, l’autrice,  trae gli elementi di ispirazione, per essere proiettati nella dimensione surreale.
Il getto emozionale non racchiuderà una descrizione in codice, ma una chiave simbolica che ci consentirà di leggere, combinare e scomporre il linguaggio onirico.
Veniamo così a conoscenza che nella chiave ermetica si nasconde una”trappola” per rubare l’attenzione dell’osservatore e invitarlo a scoprire che l’assenza delle spiegazioni non è altro che lo stimolo a riconoscere la poesia e il significato profondo nascosto nella simbologia del colore e delle forme.
Quanto fin’ora premesso è possibile avvalorarlo e verificarlo compiendo un ‘immersione alternata nelle rappresentazioni spaziali dei sismi onirici

La prima coppia di immagini ha  per titolo il “Dormiveglia”.

Il titolo rappresenta l’anticamera, la premessa all’ispirazione , un’altalena tra reale e surreale.

Nel primo fotogramma, la realtà è appena confusa dal sogno, il conscio ed il subconscio associano immagini e concetti sull’onda dell’emozione momentanea.

Le sfumature tonali che attingono ad un rosa sbiadito simboleggiano l’intimo e l’identità femminile, la visione appariscente memorizza quell’attimo vissuto intensamente, nella lontananza ne afferra paradossalmente delicatezza e necessità di azione rimandando nella sacralità dell’amore il recupero di intensità cromatiche , armonie di complementarietà di anime e corpi , unità di energie nella combinazioni di elementi alchemici.

Nel secondo fotogramma , di fatto, il recupero dell’energia del rosso, che nel primo fotogramma diventa rosa antico( ormai lontano), si ottiene con la mescolanza della stabilità del blu dando origine al viola, colore della metamorfosi, della transizione per tradizione mistico e spirituale .

Il viola così ottenuto nell’immagine simboleggia l’unione degli opposti riconducendo alla suggestionabilità del fascino erotico e alla fusione ottenuta dalle sinergie emozionali.

Questa fase di premessa si chiude con un intreccio di meditazione, incanto e magia riportando nello stato d’animo equilibrio e rilassamento.

La seconda coppia di immagini ha per titolo Il sogno e rappresenta il momento dell’ispirazione .

Il momento del sogno si apre con la proiezione astratta e astrale , ma in questa fase rappresenta il compiuto, interrotto nel reale e perciò incompiuto il suo divenire, un sogno non realizzato: la trasposizione nella dimensione surreale viene generata dal desiderio di realizzare nel concreto la trasformazione dell’istintività dell’atto nella dimensione terrena.

Quel viola diventa evanescente e la luce si mescola nell’azzurro cupo generando un verde veleno: il sogno è trafitto dall’incubo, il verde assume un intensità di rabbia e un crudele cinismo culminando nella putrefazione cromatica, simbolo di perdita , di rinunce e di dolore.

La terza coppia di immagini è rappresentata dalla fase di risveglio provocato violentemente dall’incubo del fotogramma precedente.

Il primo fotogramma della terza coppia restituisce al colore verde la purezza dell’intensità cromatica riconducendo l’inconscio ad uno stato di illuminazione.

In questa fase di ricongiunzione tra l’inconscio e il conscio viene raggiunta una comprensione più profonda della propria unità con se stessi nella dimensione del tempo ordinario nella semplicità del suo scorrere quotidiano: l’attimo colto è il momento di discontinuità, un graffio nella semplicità dello scorrere del tempo esattamente come il dolore .

La gioia va vissuta , il dolore superato.

Nel secondo fotogramma viene rafforzato il concetto di risveglio nel presente e nella sua dimensione temporale. Il colore marrone , infatti, è il colore della terra delle radici di un albero è simbolo di stabilità e sicurezza e riconduce alla sensazione corporale.

In questa eccellente progettualità artistica, l’autrice compie una “impennata della sua quintessenza” sfiorando il vertice  di una spiritualità ammaestrata dai percorsi terreni.

Nell’istante in cui l’intelligenza emotiva trascende dalla materia, la spiritualità si eleva in crescita dimensionale oltre i confini dell’esausto.

Tutta la composizione visiva è caratterizzata dai seguenti elementi : varietà , movimento e ritmo. Essi conferiscono all’opera il carattere dell’interesse, dell’illusione dell’azione durante i cambiamenti delle posizioni dei fotogrammi in sequenza e della musicalità visiva trasmessa nell’alternare spazi positivi e spazi negativi mantenendo, in tutta la sua complessità, un eccellente gusto estetico.

Liliana Russo

http://paolathinkntellgraffiti.wordpress.com/video/visualart/

 


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