About paolathinkntell
Writer, Poet, Visualartist, Videoartist,Videodirector, Performer

Avevo ignorato il navigatore al ritorno da Roma, il percorso verso casa era l’unica cosa solida e ormai metabolizzata da dieci anni a questa parte. Il temporale estivo mi scaricò, sul parabrezza, ettolitri su ettolitri di acqua: la mia auto sull’Aurelia, rallentata dalla fila di tante altre, sembrava stesse partecipando a una regata di barchette fatte con i gusci delle noci. Mi sarebbe servito ben altro “navigatore” esperto nel remare!
Il cielo nero, intessuto con fili di nuvole, si contorceva come un tappeto sbattuto da una gigantesca massaia affacciata al cielo e… tuoni ovunque, come percosse di battipanni, a riempire gli intervalli tra uno scroscio e l’altro.Sulla sinistra, in lontananza, scampoli di mare stropicciati come tessuti di seta messi in lavatrice a novanta gradi. Orli di spuma ribelle a bordare una notte di mezza estate e nella mia testa tanti rammendi all’ennesima notte di rimorsi, troppe volte rigirati come vecchi paltò.
Le macchine andavano diradandosi mentre mi avvicinavo a Santa Severa e quando penetrai la strada che portava a casa notai che, a parte le finestre illuminate e il playback della pioggia e dei tuoni, c’erano un silenzio ed un buio surreali. Era evidente che quel tempo maldestro aveva censurato agli abitanti la possibilità di uscire e ai villeggianti pendolari l’opportunità di trascorrere il weekend al mare. Provai la sensazione di un rifugiato naufrago quando imboccai il viottolo che conduceva al piazzale della mia villetta con vista mare. Parcheggiai.
Un bagliore violento, come lampo di fuoco, mi ferì la coda dell’occhio e di lì a poco il rombo strepitante del tuono in coda mi sferzò i timpani.
L’estate sembrava vittima di insolite barbarie, pasticciata da graffiti di nubi spruzzate da teppisti nottambuli, seviziata con scudisci di abbaglianti folgori, ferita da pezzi di silenzio mandati in frantumi da tonanti colpi.
Armeggiai nelle tasche in cerca delle chiavi, in preda ad un’angoscia, mai conosciuta prima; tanto subdola da avermi
già imprigionate le dita delle mani con ingombranti catene invisibili.
Salii nella stanza da letto. Cinzia, sexy nella sua versione notturna, si rotolava nel letto tra lembi di inquietudine. La baciai d’istinto e pensai di sbirciare nell’altra stanza, prima di raggiungerla nel letto.
Girando la maniglia, la porta cigolò lamentando acciacchi di una vecchiaia che colpisce anche gli oggetti con il passar degli anni.
Trattenni il respiro per paura che quel gemito, poco oleato, potesse aver alterato il magico mondo che riempiva la stanza. Francesco e Chiara erano immobili nei loro letti, teneri e sorridenti… forse sfruttavano il fragore, di quel temporale insistente, per alimentare i loro avventurosi viaggi onirici.
Un cane invece di abbaiare…ululò. La calma apparente della mia casa era ossimoro del nervosismo della natura fuori. La testa stava per esplodere. Minata da irragionevoli smanie e spinta da domande insensate mi guidò sul terrazzo. Le piante curate dal pollice “verdissimo” di Cinzia si agitavano sul davanzale e tra le foglie… un singhiozzare disperato di pioggia. Dal punto più alto del mio regno familiare, vidi perfettamente il tragitto di una saetta che infilzò il mare e una fiammata innaturale come se avessero appiccato il fuoco alle acque.
Mi infilai il keeway per arrivare fino alla spiaggia (segue…)
Il racconto inedito appartiene al Progetto/Raccolta “DIRE FARE BACIARE LETTERA E TESTAMENTO – giochi letterari oscillanti tra reale, surreale e iper-reale” di Paola Tinchitella che ha ricevuto Attestato di merito nel Concorso Letterario ALBEROANDRONICO – MARZO 2012
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Voragini
precipitarsi dentro
memorie sotto le unghie
quel che trapassò le dita
cataratte sugli occhi
quel che riempì le palpebre
Il tempo scorrendo
taglia lo spazio
…
il mio
…
il tuo chissà dov’è
Paola Tinchitella tutti i diritti riservati
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Quando prosa e poesia
copulavano
io ero lì
osservatrice silenziosa
voyeur affamato
di visioni.
Su grondaie di parole trascritte
cecchini mercenari di punteggiatura
sparavano inchiostro ovunque
sterminio di periodi innocenti
genocidio senza movente
di passato, presente e futuro.
Pensieri furono trafugati
stanati tra la pelle e il cuore
ci rifugiavamo tra parentesi
invisibili.
Trincee d’irripetibile
opposizione al già detto
al già scritto dal vomito di altri.
Quando poesia e prosa
si amano
io son sempre lì
tra loro
offesa e difesa
di guerre intestine.
Paola Tinchitella – tutti i diritti riservati
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“Il silenzio scende, sminuzzato in fiocchi. C’è una compagnia del sogno che, entrando dalla finestra, penetra l’eremo che abbiamo scelto. Si crea ossigeno qui… che esula da ogni tavola periodica, che avvicina alla distesa del cielo dentro.”

La bianca armonia di un giorno qualunque by Paola Tinchitella
Al confine
tra terra madre abbandonata
e nubi incollate
a candore bambino
l’odore del cielo
a riscuotere dazio
once di sogni misurati
inflazione d’onirico bisogno
Improvvisazione
di corde d’arpa
pizzicano l’aria di carezze
dita bianche d’angeli
detersioni di grigi fumosi
abbacinante il bianco
per sguardi cardiaci
daltonici.
Roma
per un istante tace
i suoi deliri imbottigliati
in autoradio gracchianti
le sue file di sproloqui
su trantran affaticati
Disordinati i sorrisi
spuntati a mezz’aria
in pausa accidentale
su spartiti abitudinari
andanti e mai allegri
Respira finalmente
il silenzio in fiocchi
tossiscono le strade
espettorando
catatoniche disarmonie
ossigeno di una festa rubata
a planning settimanali
in un venerdì qualunque
Paola Tinchitella©tutti i diritti riservati
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Vite di costruzioni
montare e smontare i pezzi
alter-native soluzioni
e poi…
come tra i Lego
quel solito elemento
difettoso
che non si incastra mai
la scelta…
gettarlo via
oppure…
poggiarlo in cima
al risultato

déjà vu di Francesca Fratangeli (Gamineimpertinente)
… portale di speranza
sanguinante miscellanee
ferite dei tramonti l’alme
in catene di fittizie albe.
La porta che si chiude
credi davvero nasconda
nella toppa serrata
un portone spalancato?
Paola Tinchitella©tutti i diritti riservati
testi su déjà vu di Francesca Fratangeli (Gamineimpertinente)
Aedificare te scribis (Plinio il Giovane)
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Interrotto il dettato
dall’interno
dell’intero mio
tra i versi riproduco l’aria
volatile elemento
unico e molteplice fra i quattro
…
nelle sue tasche gonfie
a trasportare
compresse
di terra, acqua, fuoco
Paola Tinchitella©tutti i diritti riservati
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Istanti sinergici
bradipi in corsa
nel sangue raffermo
d’emotive intelligenze
stasi di moto a luogo
travasar di scienze mai applicate

collidere del creare con il crearsi
nel mentre circoscritto dello sguardo
immobilizzato lo sbadiglio del circostante
nell’atto successivo
trascinarlo
fuori
dal copione
dove armonia ribolle
Paola Tinchitella © tutti i diritti riservati
su INCOGNITA ARMONIA di Liliana Russo
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“Ingoio l’impotenza
di un verbo che non posso pronunciare
essenza del senza da coniugare
ritmico vuoto dell’assenza.
Smentisco lo stridore dell’inferno
perché è già qui
esponente esasperato del silenzio”
Paola Tinchitella da DIRE, FARE, BACIARE, LETTERA, TESTAMENTO
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Terza Strofa
Abitarsi
clandestini senza permesso di soggiorno
esuli senza nulla osta
di quell’ora trascorsa in amore
certificato invalido.
Abitarsi
inabili ad occupare il corpo dell’altro
per poche ore
quelle giuste
per necessità di sentire
il trionfo del delirio di onnipotenza.
Extracomunitari dello straordinario
rimpatriati nell’ordine del giorno dopo.
Abitarsi
nemici dichiarati di vita intrisa
intrusioni all’algido sapore
di differenti indifferenze.
Patteggiare l’istante
a caro prezzo
la condanna dell’allontanarsi
Diffida all’essenza
di tenersi a debita distanza
mentre l’involucro disperde contenuto
Ritornello: Non perdiamoci di vista
Strofa anomala tra le tante che formano il brano CHANSON LOUNGE nella raccolta di racconti DIRE FARE BACIARE LETTERA TESTAMENTO di Paola Tinchitella
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“Vorrei un tempo fuori dal tempo
vorrei essere secolo
per aver avuto tempo di imparare
vorrei 4/4 del tuo tempo per capire
che non c’è nulla da capire…
solo sentire
vorrei il tempo di smarrirmi
senza confondermi tra le parole
e vorrei aver tempo di distruggere i pensieri
prima che arrivino a farsi
spremuta di condizionali
e darti il tempo di dissetarti
dell’infinito mio
prima che imploda in un tempo morto”
“Esiliata dal tempo e dallo spazio, despoti irriverenti, mi aggiro nella libertà dell’incondizionato… ospitami”
Paola Tinchitella
2 commenti | etichette: altrove, anima, condizionale, poesie, tempo | pubblicato in: il tempo perduto, il tempo ritrovato, Poesía, pro-esia, tempo