I sogni a braccia conserte
Picchetti fluidi
dietro le sponde
contro la sorte che ad ogni istante tenta di governare
colpo di stato al cuore
manganellate ai passi avanzati per farli arretrare
Implòde il canto partigiano dell’arte mia solerte
ugola avezza ormai all’abuso e al diluvio universale
delle lacrime in un coro dannato e omologato
Silenzio uno e trino
compendio di suoni d’altro,
altresì,
altrettanto
silenzio privo d’assenza e d’assenso
Non c’è assenza
nell’implosione
concentrazione di presenza mutabile e mutante…
non c’è allontanamento ma diverso allineamento,
concentrazione e avvicinamento di molecole
Potenza
non proporzionale alle nuove dimensioni…
resta infusa
in egual misura.
Nocciolo intatto sopravvive
quel sogno mio maldestro
nucleo indivisibile
che al destino di reale sfugge.
Paola Tinchitella © tdr