Anelli d’aneliti
agghindate le tenebre
cingono le mani
intuizioni evolute
dispersioni d’abbandono
immortalate
su carte da riciclare
in giorni differenziati
da macerare.
Riflesso statico
in specchi d’inerzia
conciliazione d’esperito
già datato
ritrovamenti bidimensionali
nel mio sguardo arreso
alla questua del tuo.
Liquefatti i tormenti difformi
come pozzanghere
a inzaccherare
il reale
specchiarvi
il beffardo deformarsi di un ricordo
ma ho sensi
come filtri acutizzati
impedimenti alle regole
d’umano sguardo dannato
dannoso e postumo
d’eventi inglobati.
In sacche lacrimali
condensano
gioia e stupore
tra dighe di ciglia
arretrano
sgomento e stupore
non cadono
non scadono
replicano
nel silenzio rombante
Replicano
contraddittori muti
duetti di monologhi
su ascese e discese
alterazione d’alternative
passo alternato
tra spinte e arretri
che muovono le danze
di sogni a metà
risvegli emozionali
mai deformi
… stupore…
… sgomento…
stupore e sgomento
sgomento
per lo stupore
stupore
per lo sgomento.
Guardami ancora
nelle retrovie di domani
vedrai immagini di te
in un riflesso stupito
inchiodato in me.
Mescolando le carte
contraggo il valore
di un “amare” solitario
evirato del pronome
e di un nome impronunciabili
le mie scale notturne
Notturno tra gioia e stupore
stupore e sgomento
mi perdo…
in un raggio di bellezza
che mi è appartenuto
un istante lungo una vita.
Tutto è relativo e in virtù di questo concetto astratto, nonostante contenga in sè i “caratteri” propri del reale in quanto termine (vocabolo nonchè fine), niente può maturare il “definitivo”, tantomeno l’oggettivo.
Esistono oggetti e soggetti presi di mira, degni d’interesse, d’attenzione, di desiderio… ma per quanto possiamo aggiustare l’obbiettivo e mettere a fuoco, il fotogramma che abbiamo immortalato appartiene alla nostra angolazione nel ritrarlo, rappresenta il nostro sguardo soggettivo.
L’unica cura che possiamo continuare a mantenere per non offuscare lo sguardo postumo, quando il negativo impressionato produrrà il suo positivo, sta nell’ evitare di deformarlo.
Troppo facile per l’umano sguardo attuale riuscire a produrre alterazioni retroattive: il positivo ci sembrerà negativo.
L’errore di valutazione retroattiva può renderci vittime immolate o carnefici sbandati, entrambi sul ciglio del precipizio deliranti e sopraffatti.
L’esistenza è fuga fugace da se stessa, il percorso ci viene indicato di tanto in tanto dalle variabili, tante, occasionali, imprevedibili. Facile trovarsi contagiati da una sindrome sconosciuta da zigzag emotivi. Se proviamo a curarla, nel foglietto illustrativo riusciremo ad individuare solo le controindicazioni… terapia e posologia ti disconoscono e anche la filosofia, a dirla tutta…
ci resta la poesia aggrappata ad un momento, inchiostro flessibile alle nostre percezioni che s’avvinghia all’essere mentre cinge la pelle
Paola Tinchitella – tutti i diritti riservati

9 settembre 2011 at 10:26 pm
L’ossesione dell’umano nel voler controllare il proprio destino ha origini ancenstrali . Sin dai tempi più remoti è metafora del “viaggio esistenziale” durante cui ” il viaggiatore ” può ritrovarsi smarrito, disorientato davanti ad un b…ivio , come in una trappola senza via di uscita. Nella breve o lunga traversata umana , facciamo spesso riferimento al sistema delle coordinate che ci riconduce alla concezione delle “opposizioni” nell’arbitragio del gioco degli opposti : per ogni individuo esiste una ” pre-cartografia esistenziale ” che equivale alla somma degli itinerari imprevisti o previsti già percorsi( il previsto in questo caso corrisponde alla meta scelta e sottoposta al calcolo delle probabilità che ci permette di ipotizzare la destinazione senza però garantire di raggiungerla) poiché, lo abbiamo detto, malgrado sia un’ ossessione umana, è impossibile prevenire o controllare il destino di ogni essere , ma nel momento in cui si decide di percorrere il ” Labirinto ” si ha la consapevolezza che la ” scelta ” rappresenta una vera e propia sfida. Grazie Paola per quest’altra collocazione fra i tuoi “geniali gioelli emozionali “.
10 settembre 2011 at 12:40 am
[...] http://paolathinkntellgraffiti.wordpress.com/2010/08/27/anelli-daneliti/ [...]
16 gennaio 2012 at 11:50 pm
[...] Anelli d’Aneliti [...]